Ki lipi sundze je danas – Festa della Cappella

da | Apr 24, 2022 | ARTICOLI, Saki dan je na fešta!

“Un vecchietto che era sordo muto aveva avuto un’apparizione di Santa Lucia che gli disse di andare a costruire la chiesa della cappella. La prima pietra fu messa dal prete Don Alberto Pellesi: chi voleva andava ad aiutare o dava qualcosa.

Anche una vecchietta, chiamata Čučkara, che era povera e non possedeva niente, aveva sognato la Santa che le disse di preparare dei panini per la festa. Allora questa vecchietta iniziò ad andare casa per casa a chiedere la farina per fare questi panini. Ognuno dava quello che aveva e piano piano questa tradizione ha iniziato ad ingrandirsi” (Lucia Giorgetta, 88 anni)

 Era il 1702 quando le prime famiglie andarono a vivere nell’attuale Montemitro. Per la prima volta i nostri avi si stabilirono nella contrada Selo, un posto che dista dal paese 3 km e in cui viene svolta la festa di cui vi parlerò in questo articolo.

Questa è una festa relativamente giovane, la prima volta che venne svolta infatti fu il 10 Aprile 1932, quando Don Alberto Pellesi, dopo che il signor Luigi ebbe l’apparizione, diede il via ai lavori per la costruzione della chiesetta.

Secondo quello che viene riportato dagli archivi storici della chiesa, risulta che solo un anno questa festa non venne svolta, cioè nel 1943, probabilmente a causa della guerra.

Per i primi quattro anni la festa era svolta in un giorno specifico, ma dopo, come sappiamo tutti, si è iniziata a festeggiare la domenica dopo Pasqua o meglio, la domenica in Albis.

La festa si apre la mattina con la processione che parte dalla chiesa madre, che strada facendo si fa sempre più lunga perche molte persone aspettano il passaggio della Santa nel proprio quartiere. La Santa viene portata solo dalle donne. Quando la processione arriva alla contrada Selo inizia la vera e propria festa con gli spari, il suono delle campane e della banda. 

Tante cose ora sono cambiate. La particolarità di un tempo era che durante la processione era più frequente vedere gli asini poiche servivano come trasporto per il cibo.

Inoltre, ogni famiglia ha il suo “posto fisso” sul prato: guai ad occupare il posto di altri! Addirittura, c’è chi geloso del posto che si tramanda da generazioni, va ad occuparlo dalla sera prima.

Dopo la messa ognuno si riunisce con la propria famiglia per mangiare dando così iniziò a questo momento di condivisione che contraddistingue questa festa. 

Oggi vengono portati tutti i cibi tradizionali che preparati i giorni prima della festa, come la “panunda”, la salsiccia, la frittata con gli asparagi e tanti altri cibi tradizionali. Prima invece si portava lo stretto necessario e molte volte ci si accontentava anche degli avanzi di Pasqua.

Dopo il pranzo viene svolta l’asta dei dolci, altra caratteristica che rende unica questa festa.

L’asta dei dolci è importante perché tutti i soldi che vengono raccolti poi sono utilizzati per i finanziamenti delle altre feste, come ad esempio l’Ultimo Venerdì di Maggio.

I dolci messi all’asta sono tutti dolci preparati dalle persone del paese, dalle più giovani alle meno giovani.

Nei giorni precedenti, gli abitanti si incontrano nelle case degli altri o presso il forno del paese per preparare dolci tipici e torte, da poi mettere all’asta.

 Chi partecipa per la prima volta a questa festa ne rimane sempre entusiasta e non può non partecipare anche gli anni successivi.

 Come sappiamo tutti quanti, sono due anni che la festa non viene svolta, a causa della pandemia mondiale. Per noi è stato davvero molto brutto, essendo una festa che aspettiamo l’intero anno.

Il 2020 sarebbe stato anche l’anno in cui si sarebbero dovuti festeggiare i 500 anni dall’arrivo dei nostri avi nelle nostre terre e noi, ovviamente, non siamo potuti stare con le mani in mano: abbiamo cercato di rendere anche quel giorno speciale.

 Alcuni giovani del paese hanno contattato alcuni degli abitanti del paese per far cantare e suonare loro  l’inno di Santa Lucia, così da mettere insieme tutte le registrazioni e riprodurlo il giorno della festa per tutto il paese, insieme al suono delle campane e della banda. È stata un’iniziativa molto emozionante, che fa vedere il forte attaccamento anche da parte dei giovani verso la santa e verso le proprie tradizioni.

 Finalmente quest’anno è arrivato, e sempre se il tempo vorrà, possiamo ritornare ad occupare quel grande prato verde con cibi, bevande e soprattutto con tanta felicità e voglia di passare una giornata in spensieratezza ed allegria.

 Concludo lasciandovi con questo stornello inventato qualche anno fa dai giovani, dedicato alla festa e con la speranza che possa portarci tanta fortuna.

 

„Ki lipi sunce je danas,

Ki lipi sunce je danas,

Naša lipa Sveta Luca mol za nas

Naša lipa Sveta Luca mol za nas!“ 

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