SUNS Europe 2023

da | Ott 25, 2023 | ARTICOLI

Chi avrebbe mai detto di poter ascoltare una musica che viene dalle Far Oer o un rapper dei Paesi Baschi tutti insieme nello stesso festival? Questo, e altro, succede ogni anno a Udine per il SUNS Europe.

SUNS Europe è il festival di tutte le arti performative nelle lingue minoritarie europee, organizzato da Radio Onde Furlane, una storica radio del Friuli, in cui si parla quasi esclusivamente la lingua friulana.

Anche il nostro gruppo, KroaTarantata, ha suonato in questo festival nove anni fa, presentando la canzone Duša našoga grada. Quest’anno, per il MAK Festival abbiamo di nuovo incontrato il direttore artistico del SUNS, Leo Virgili, che è venuto a suonare a Montemitro con il gruppo Cûr di Veri il quale, poi, mi ha invitato ad andare a Udine qualche mese dopo per il SUNS Europe 2023. E così è stato!

Sono partito da Termoli di giovedì mattina e sono arrivato a Udine la sera, giusto in tempo per ascoltare il primo concerto del festival in un paese lì vicino, Codroipo, durante il quale hanno suonato Dania O. Tausen con il suo gruppo dalle Isole Far Oer e Mishima, gruppo catalano.

La prima sera è stata principalmente per conoscerci; quasi tutti i ragazzi dell’organizzazione non c’erano quando siamo andati a suonare noi qualche anno prima, per questo non tutti erano a conoscenza del nostro gruppo. Comunque qualcuno che conosceva bene la nostra realtà e la storia della nostra lingua c’era, tanto da chiedersi anche per quale motivo da anni Wikipedia scrive sempre che siamo duemila parlanti na-našo: “Può essere che nel vostro paese non muore e non nasce nessuno?”

Beh, io ho risposto che a non nascere nessuno è quasi vero, così come è vero che molti non ci sono più perché sono morti o perché se ne sono andati… solo che questi ultimi sono ancora molto legati ai propri paesi, tanto da poter dire che nel mondo ci sono più di duemila parlanti na-našo.

Il giorno dopo mi hanno messo presto a lavoro e il primo compito è stato quello di andare a prendere i premi in un piccolo negozietto di artigianato che si trova tra le stradine del centro: ancora mi chiedo cosa gli sarà passato per la testa per darmi un compito così delicato senza neanche conoscermi. I premi, comunque, sono arrivati a destinazione dove, il sabato, si sarebbe svolto il concerto finale: il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”, un teatro bello e molto grande, così tanto che per capire bene dove si passava mi sono perso almeno tre o quattro volte.

Prima di mangiare ci siamo presentati, sia i gruppi musicali e sia gli ospiti, che sono stati: Patxi Zubizarreta, uno dei più grandi scrittori in lingua basca e Paolo Carboni, direttore artistico del Babel Film Festival, un festival cinematografico di film in lingua minoritaria che si organizza in Sardegna, con cui ci siamo fin da subito trovati così bene che abbiamo pensato ad una futura collaborazione nei prossimi anni.

Questa è la cosa bella degli eventi come il SUNS, conoscere tante persone del mondo con cui si condividono gli stessi interessi e con cui si può collaborare per portare avanti insieme delle iniziative.

Tutti sono stati molto interessati alla nostra storia e ai nostri paesi e la cosa mi ha reso molto felice. La sera, poi, c’è stato un altro concerto: Ødei, un rapper basco capace di entrarti nel cuore e Chroma un fenomenale gruppo rock gallese.

L’organizzazione è stata talmente perfetta nei giorni precedenti che il sabato abbiamo fatto solo le cose che non potevano essere fatte prima. Forse questo dovremmo imparare a farlo anche noi e non correre in ogni luogo e all’ultimo minuto per finire di preparare tutto. Ma forse è bello anche così, ognuno fa come sa fare. Ci vorrebbe un altro articolo per parlare di tutti coloro che hanno lavorato per il festival – che belle persone – e per tutte le cose che vengono fatte per la lingua friulana: una lingua davvero molto viva.

È arrivata l’ora del concerto: sono entrate più di seicento persone per ascoltare il concorso musicale e tutte, come entravano, erano già felicissime per poter ascoltare musiche e parole diverse tra di loro; avevamo davvero tutti un sorriso stampato in faccia difficile da descrivere. Si sentiva già che sarebbe stata una serata magica!

Io sono stato al banchetto del merchandising del festival e dei gruppi. Sì, se dovessi raccontare questa cosa nessuno ci crederebbe perché in paese, nelle nostre feste, non è mai successo. Il bello è che venivano anche persone a chiedermi cose, ovviamente in friulano. Io dopo due giorni avevo iniziato a farmi l’orecchio in questa lingua e visto che volevo sentirmi integrato al massimo rispondevo ma in italiano, senza dire che non avevo capito. Già so che qualcuno avrà anche pensato: “Questi giovani di oggi che rispondono in italiano e non parlano più la nostra lingua!”

Per il concorso hanno suonato Dania O.Tausen (Føroyskt – Faroese), Ødei (Euskara – Basco), Lisa Harms (Nedersaksisch – Basso Sassone), Devi Strussiat (Furlan – Friulano), Chroma (Cymraeg – Gallese), Mishima (Català – Catalano) e sono stati ospiti gli FLK, un gruppo storico friulano.

Entrambi i premi (pubblico e giuria) sono stati vinti da Dania O. Tausen. Poi è stato premiato con il premio Altre Europe anche Paolo Carboni per il grande lavoro che fa per le lingue minorizzate con il Babel Film Festival.

E poi è iniziata la festa: ci siamo tutti ritrovati in un locale lì vicino per stare insieme, per parlare e, certo, per bere. Non dirò fino a che ora abbiamo festeggiato perché, comunque, l’articolo dovrebbe parlare di altro, ma dopo pochissimo tempo ho dovuto riprendere il treno per tornare a casa, ma non prima di aver fatto una visita alle spoglie di Santa Lucia a Venezia, perché comunque ci passavo e non potevo non andare a farle visita. Anche se poi ho perso il treno!

Per concludere posso affermare che in questi giorni ho trovato delle persone che sono davvero molto difficili da descrivere a parole (ma comunque si sa e si dice che i friulani e i molisani sono abbastanza simili), ho ascoltato storie di persone che hanno davvero combattuto per far affermare i propri diritti e la propria lingua e di persone tanto legate alla propria identità culturale, che molto spesso qualcun altro vuole privargliene.

Penso che per noi sia iniziato un lungo percorso che parte dai nostri paesi arriva in Friuli e si allarga in tutta Europa. Io non vedo l’ora di trovare l’occasione per rincontrarci e stare insieme…

…Perché, alla fine: “No vin mighe di lassâsi come cjans?”

 

      

        

0 Commenti